Parigi val bene una mezza (settimana lavorativa)
All'orizzonte non ci sono grosse spese e del gruzzolo neozelandese, nonostante i recenti zingarismi, ne avanza abbastanza da permettermi, una volta tanto, di lavoricchiare senza alcun affanno in un ostello di Montmartre, dove reggo la reception per 3 notti a settimana per lo stesso stipendio netto che percepivo in Italia lavorandone 5 in ufficio (ovviamente in regola e con contratto a tempo indeterminato, altro che le prese per il culo di Pizzaland!).
Il mio gaio lavoro, oltre che essere di mio gradimento per la cortezza della settimana, mi permette anche di osservare la fauna del backpacker dall'altra parte della barricata, individuando curiose categorie che mi erano sfuggite durante le mie innumerevoli visite agli ostelli sparsi in giro per il mondo in qualità di ospite. Per esempio:
Gli ispanici: gli spagnoli/sudamericani sono veramente ignoranti, nel senso che evidentemente ignorano che in Francia non si parla la loro lingua. I più astuti esordiscono con un "habla espanol?" che da parte mia riceve puntualmente come risposta un secco "no!", giusto per far loro capire che a Parigi = francese, tutt'al più inglese, ma che nessuno é tenuto a parlare spagnolo. Ovviamente poi si cerca di venirsi reciprocamente incontro e si sistema tutto.
I peggiori sono però quelli che partono subito a razzo parlando il loro bizzarro idioma dando per scontato che tu lo capisca e tu gli dici ooooooooooooh Miguel Hernandez, ma dove credi di essere, a Tijuana? Cosa ti fa pensare che io abbia capito una mezza parola di quello che hai detto?
Notare che scene del genere avvengono con la totalità dei clienti ispanici e solo con loro!
Nonostante ciò, la palma di imbecille dell'anno la vince una certa Marieke Van Brokkolen o qualcosa del genere, che ha mandato una lunga mail di domande in olandese. Alché io gli ho risposto che non ci ho capito una fava. Ovviamente in Italiano! Sto ancora aspettando una replica.
Quando queste tre nazionalità si presentano contemporaneamente sulla lista degli ospiti, già sai che sarà una lunga notte di rumore ed ubriachezza molesta coi britannici in qualità di fomentatori, pronti ad innaffiare con ettolitri d'alcol la stupidità degli australici e ad innalzare il volume delle ugole canadesi, gente a cui evidentemente non é permesso comunicare con un tono di voce normale nonostante siano le 3 del mattino.
Ma fate i seri che c'avete 30 anni!
Qui a Parigi invece abbiamo i giocatori di poker online, tra i quali spicca lo svedese che una sera arriva tutto incazzato lamentandosi che il wireless é lento e che stava perdendo un sacco di soldi, alché io tutto preso male che pensavo chissà quale importante videoconferenza di lavoro stesse facendo. Poi gli passo di fianco e stava giocando a Texas Hold'em sul portatile. Gli volevo spaccare uno sgabello in testa.







